Filetto di maiale in crosta di caffè con salsa di peperoni rossi. Di talpe e letture “pericolose”.

Oh sì eh, quasi quasi ragazzi d’ora in avanti certe richieste le metto a pagamento! 
Passi per il papy con la torta al cioccolato e noci, proprio lui, quello “non goloso no”! 
Almeno con un dolce, per di più cioccolatoso, ci sono andata a nozze in quanto a divertimento. 
Ma che adesso ci si metta pure la talpa, per di più con quanto per me di più ostico da cucinare e fotografare, è un po’ troppo! 
Pensare che fino a qualche giorno fa, lasciare in giro riviste di cucina non era mai stata una minaccia. 
Un tranquillissimo sabato sera. 
Io che preparo la cena e la talpa che “distrattamente” inizia a sfogliare “Sale&Pepe”. 
Poi d’un tratto, a bruciapelo
“come sarà un filetto di maiale impanato nel caffè?”
ma che vuoi che ne sappia di com’è un filetto di maiale al caffè, ti pare che so’ domande queste?” 
Tempo un nanosecondo 
aspetta-aspetta-che-hai-detto-dove-l’hai-visto-dammi-qua-quel-giornale!” 
Perchè caso vuole (pure il caso ci mette lo zampino!) che io abbia giustappunto comprato il filetto di maiale per il pranzo (il suo!) della domenica, con l’idea di farlo semplice semplice alla griglia o tutt’al più, tanto per “impegnarmi” un attimino, al latte con la ricetta della mamma
Gli sgraffigno letteralmente di mano la rivista e 
toh, guarda! Ma è di Simone Rugiati ‘sta ricetta! Mhhh, vediamo: caffè, zucchero di canna, peperoni per la salsina, pepe, bacche di ginepro…bacche di ginepro?!?! Lo sapevo, proprio sulle bacche vado a cadè! Ma sai che ti dico talpina? Non ce le metto, tiè! Tanto ci avrei comunque infilato lo zampino e allora qualche cosa mi inventerò là per là, lì per lì. E se non è buono, ti sei fregato con le mani tue. E quelle di Simone. Perché io domani lo fò ‘sto filetto, vedi te se lo fò :)!” 
Una delle rarissime volte del “letto-fatto”. 
Ogni tanto capita. 
E sono stata anche soddisfatta del risultato con tanto di zampino, perché il filetto è rimasto tenero e morbidissimo. 
Insomma, per avere nessun feeling con la carne ed essere la mia seconda prova di “arrosto“, si è cotto proprio a puntino. 
La lucidatura piatto da parte della talpa d’altro canto, non ha lasciato dubbi in quanto ad apprezzamento del risultato. 
Solo un piccolo piccolissimo appunto. 
Tanto ormai non ho più ritegno a “bacchettare” i “grandi“…umilmente e scherzosamente s’intende, giusto per ridere un po’! 
Io sono astemia e la talpa quasi, quindi brancolerei nel buio sull’abbinamento vino. 
Però ditemi voi come si fa servire questo piatto con un “rinfrescante bicchiere di CocaCola“!!! 
No Simone, NON ci siamo. 
Piuttosto lo accompagno con acqua!

[ricetta di S. Rugiati, modificata da “Sale&Pepe” Maggio 2013] 

Filetto di maiale in crosta di caffè con salsa di peperoni rossi
Tempo di preparazione       40 minuti
Tempo di cottura               1 ora
Tempo passivo                  2 ore
Porzioni                           4 persone

Ingredienti per 4 persone
2 filetti interi di maiale (circa 600 gr in totale)
2 cucchiai colmi di caffè in polvere miscela arabica
2 cucchiai colmi di zucchero di canna, meglio se muscovado (per me Mauritius Muscovado BRONsugar di D&C)
200gr di polpa di pomodoro
1 peperone rosso grande (o 2 piccoli)
1 scalogno
1 limone bio
timo
olio evo
sale
pepe bianco

Procedimento
1. Lavare i peperoni, disporli in una teglia rivestita di carta forno e farli cuocere in forno caldo a 220°C per circa 30 minuti, girandoli di tanto in tanto, fino a che saranno abbrustoliti.
2. Trasferire i peperoni in un sacchetto di carta e lasciarli raffreddare, quindi spellarli, eliminare il picciolo, i semi, i filamenti e tagliare la polpa a pezzi grossolani.
3. In una padella faro rosolare leggermente lo scalogno tritato con un cucchiaio d’olio, aggiungere la polpa di pomodoro, i peperoni e lasciar insaporire il tutto per qualche minuto, fino a che la polpa sarà ristretta.
4. Frullare con il frullatore a immersione, versando a filo 2-3 cucchiai di olio, fino ad ottenere una salsa piuttosto densa e ben emulsionata.
5. Regolare di sale e tenere da parte.
6. Eliminare dai filetti le eventuali parti grasse esterne, spennellarli con un velo di olio, salare e pepare.
7. “Impanare” i filetti con una miscela di caffè e zucchero di canna (devono essere in ugual VOLUME, NON in peso!!!) profumata con la scorza grattugiata di mezzo limone e del timo tritato finemente.
8. Trasferire i filetti in una pirofila foderata di carta forno e farli cuocere in forno caldo a 190°C per circa 25-30 minuti, senza girare.
9. Quando i filetti saranno cotti, lasciarli riposare per 5 minuti, quindi tagliarli a fette piuttosto alte e servirli accompagnati dalla salsa ai peperoni.

Un abbraccio e buona settimana a tutti ^_^

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Arista in salsa alle pere e zafferano. E “pecchè”?

“Mamma mamma me lo pendi l’ovetto k….rrrr?” 
“No tesoro, hai già preso le barrette, stavolta no. La prossima prendiamo l’ovetto” 
“Ma PECCHE‘, io vojo l’ovetto uffi!”
“Perchè hai già preso le barrette. Dai su, non fare i capricci” 
“Ma PECCHE‘, io li magno tutti!” 
“Ecco, appunto! Poi mangi la cioccolata tutta insieme e ti viene il mal di pancia. E guarda, la signora ha già battuto le barrette quindi non le possiamo cambiare. Fai la brava, la prossima volta” 
“Ma PECCHE‘ la signo’a ha già battuto se no’mel’ha chietto? Signo’a PECCHE‘ no’mel’hai chietto se volevo l’ovetto? E tu ce l’hai l’ovetto?” 
“Io? No, non ce l’ho l’ovetto. Lo prendo anch’io la prossima volta come ha detto la tua mamma. Va bene?” 
mhhh, non mi sembra troppo contenta ma forse s’è convinta!
“Mamma ma PECCHE‘ dai la tesse’ina alla signo’a che non mi ha chietto se volevo l’ovetto?”
“Per pagare tesoro, gli do la tesserina per pagare la spesa” 
“E PECCHE‘?”
“Non possiamo andare via senza pagare la spesa e le barrette di cioccolato. La mamma non ha tutti i soldi nel borsello e così paga con la tesserina” 
“E PECCHE‘?” 
“Perchè così con la tesserina la spesa viene addebitata sul conto in banca, capito adesso?” 
“mhhh sì! Ma PECCHE‘ se ‘a sera la banca è tiusa?” 
“Perchè grazie ai computer è come se la banca fosse sempre aperta” 
“Ahhhh! Vojo pure io la tesserina, PECCHE‘ non c’ho pure io la tesse’ina?” 
“Perchè sei ancora troppo piccola. Quando sarai più grande e avrai il conticino in banca avrai pure tu la tesserina. Ok?” 
“Ok. E tu ce l’hai la tesse’ina?” 
“Sì ce l’ho la tesserina ma oggi l’ho dimenticata a casa” 
“Ahhh…allora tei gande tu!” 
“Tesoro lascia stare la signorina, fai la brava” 
“Ma quando sarò gande potto fa’e pure io le dita veddi? PECCHE’ c’hai le dita veddi?” 
Ecco…lo spevo che non dovevo cambiare il colore dello smalto!!!!!!!!!!!!! 
Questa “tenera” scricioletta mi ha fatto tornare in mente quando a 4 anni tenni inchiodata la cugina di mio papà davanti alla vetrina di una macelleria con in bella mostra un mezzo vitello a suon di “e PECCHE‘?” per una buona mezz’ora! 
Fosse che la mia scarsa simpatia carnivora sia un trauma infantile?!?!? 
Ma ogni tanto l’omo di casa reclama e allora un’idea minimo sforzo-massima resa bisogna pur trovarla!

Arista in salsa alle pere e zafferano
Tempo di preparazione       15 minuti
Tempo di cottura               1 ora 15 minuti
Tempo passivo                  –
Porzioni                           4 persone

Ingredienti per 4 persone
600 gr di arista di maiale
3 pere decana “piccole” mature ma sode (le mie erano da circa 250 gr l’una)
1 scalogno piccolo
2 rametti di rosmarino
1 limone bio
1 cucchiaio abbondante di miele (di limone o di acacia)
1 bustina di zafferano
4-5 tronchetti di liquirizia purissima (tipo Saila)
grappa alle pere
burro
olio evo
fleur del sal

Procedimento
1. Sbucciare 2 pere, privarle del torsolo e tagliarle a dadi.
2. Legare l’arista con dello spago da cucina e lasciarla rosolare in una pirofila da forno con un filo di olio, una noce di burro, lo scalogno tritato finemente e il rosmarino, rigirandola di tanto in tanto in modo che colorisca in maniera uniforme.
3. Sfumare con la grappa e lasciarla evaporare.
4. Regolare di sale, aggiungere i dadi di pere, 3-4 cucchiai di succo di limone, il miele, coprire la pirofila con un foglio d’alluminio e infornare a 180°C per circa 50-60 minuti, controllando di tanto in tanto e irrorando la carne con il fondo di cottura.
5. Dopo una quarantina di minuti togliere le pere dalla pirofila, schiacciarle con una forchetta in modo che la salsa resti un po’ grossolana (frullarle invece se la si preferisce liscia e vellutata) e riaggiungerle alla carne insieme allo zafferano, portando a cottura. Se il fondo dovesse asciugare troppo, aggiungere anche un goccio di acqua.
6. Lavare la pera rimasta, tagliarla a fettine abbastanza sottili senza sbucciarla e scottarla velocemente in una padella con un filo di olio, in modo che si ammorbidisca appena senza disfarsi.
7. Una volta tiepida, affettare l’arista a fette non troppo sottili e servirla con la salsa calda alle pere e zafferano, completando con un pizzico di liquirizia ridotta in scaglie e accompagnando con le fettine di pera rosolate.

Il mio primo (e quasi certamente anche ultimo!) arrosto è tutto per te Simo e per il tuo “Forno delle Feste

E con una forchetta, un piatto, un bicchiere e un frutto (se vale fatto a fette) nella prima foto partecipo al giveaway di Gianly

Un bacio e buona settimana a tutti.




Bauletti di tacchino e pancetta. Bene-detta soluzione!

“Ehi, talpina un po’ ammaccata, che vuoi per pranzo domani?” 
“boh, non saprei, tu che dici?”
“eh no bello mio, l’ho chiesto prima io!” [beccati pure la rima…tiè!] 
“mhhhh allora carne, sì carne…è da un po’ che non la fai!” 
[‘naggia a me! perché gli avrò fatto ‘sta domanda?!?!?!] 
“Ehhhhh si amoruccio bello…carne…okkkkkei! Ma facciamo bianca così l’assaggio pure me? E dai e dai, prometto che sarà sfiziosa e buonissima, ho già un’ideuzza…” 
Ideuzza?!?!? Ma che ideuzza! Brancolo completamente nel buio. 
In questo periodo la ruota gira solo per i dolci, per il resto i criceti sembrano aver dichiarato sciopero di massa! mhhhh qui ci vuole una soluzione, rapida e indolore e forse so già chi mi potrebbe venire in soccorso! 
Bene, ciao bimba come va? Senti un po’ tesoruccio, ho bisogno del tuo aiuto. Mi servirebbe un’idea veloce, sfiziosa e saporita per il pranzo della talpa. A richiesta…carne! A NON richiesta…bianca! Vero che ce l’hai? Dimmi di sì!” 
“Oh yes Calimerina, penso proprio di avere quello che fa per te, giusto giusto a misura di talpa. Lo trovi alla pagina 777 di Fashion-Flavors. Vedrai che sarà un successo e la talpa si leccherà anche i baffi”. 
“Grande Bene, sapevo di poter contare su di te…corro a fare la spesaaaaaaaa!”

PACCHETTINI di TACCHINO e PANCETTA
Tempo di preparazione       15 minuti
Tempo di cottura               15 minuti
Tempo passivo                  –
Porzioni                            2 persone

Ingredienti per 2 persone
250 gr di fesa di tacchino (in un solo pezzo, non a fette)
• 6 foglie di salvia
• 6 fettine sottili di pancetta tesa
• 2 rametti di rosmarino
• 1 limone bio
• limoncello
• 2 monoporzioni di burro di cacao Venchi (o 2 cucchiai di olio)
• sale
• pepe nero

Procedimento
1. Eliminare dalla fesa di tacchino eventuali pellicine e nervetti, quindi tagliarla a pezzetti di circa 3×5 cm.
2. Lavare e asciugare il limone, le foglie di salvia e il rosmarino.
3. Stendere su un tagliere una fetta di pancetta, posizionare ad un’estremità un pezzetto di tacchino, insaporirlo con della scorza di limone e un po’ di pepe macinato al momento, adagiarvi sopra un paio di aghi di rosmarino e una foglia di salvia e arrotolare facendo in modo che la chiusura della pancetta capiti sotto.
4. Fermare con metà stuzzicadenti in modo da evitare che il pacchetto si apra in cottura.
5. In una padella antiaderente scaldare il burro di cacao (o l’olio), adagiarvi i pacchetti di tacchino con la chiusura rivolta verso il basso e far cuocere a fuoco moderato, sfumando a metà cottura con un po’ di limoncello e voltando delicatamente i pacchetti un paio di volte.
6. Servire subito accompagnando con insalata mista di stagione.

Note
* A me sono venuti in totale 6 pacchettini perché la fesa era piuttosto spessa, ma se è più sottile potrebbero venirne di più. Regolarsi di conseguenza con le foglie di salvia e le fettine di pancetta.
* La ricetta originale non prevedeva di sfumare i pacchettini. Ho dovuto farlo perché essendo la carne piuttosto spessa, rischiavano di bruciare a meno di non aumentare la qt di grassi, cosa che ho preferito evitare. L’aggiunta del limoncello ha però conferito un aroma assai gradevole e la consiglio anche con “pacchetti” più sottili.

Eh sì, Benedetta, la mia compagna di turno nel simpatico giochino di CinziaDai, ci scambiamo una ricetta” 

è stata proprio il mio asso nella manica (a proposito, se ancora non la conoscete, vi consiglio di fare un giretto nel suo blog. Ne scoprirete delle belle e…BUONE!). I suoi pacchettini di pollo tacchino, leggermente rivisitati dalla sottoscritta con un minuscolo zampino (che trovate in verde nella ricetta), sono stati letteralmente spazzolati via dalla talpa e dalla sottoscritta. Veloci da preparare, sfiziosi e perfetti da mangiare anche con una mano sola…come fare “di spiedin virtù” ! E vi assicuro che a prenderli a morsi diventano ancora più gustosi che assaporati con coltello e forchetta. 
Provare per credere.
E per finire, aggiungo sul filo di lana questa gustosa ricettina alla raccolta di Sandra “Che cosa ti preparo per secondo

Prima di salutarvi vi ricordo che mancano solo tre giorni alla scadenza del contest “Basta un poco di zucchero e…” Affrettatevi, vi aspetto! 
Un bacio a tutti e alla prossima ricetta ^_^




Polpette in salsa alla senape con mele e mirtilli. Quando l’estate incontra l’autunno!

Lo so lo so, anche se ancora stento a farmene una ragione, l’estate ormai è solo un lontanissimo ricordo e siamo alle soglie dell’inverno, non ci piove! 
O meglio…piove…o giù di lì…sigh! 
La verità è che questa ricetta l’ho preparata un bel po’ di settimana fa, quando le temperature erano molto più gradevoli per i miei gusti e sole e cielo azzurro non avevano ancora ceduto lo scettro al grigiore delle nuvole.
Che tristessssssssssssssa! 
Poi però, tra un cake e un biscottino, un contest, una raccolta e uno STOP imprevisto è rimasta lì, zitta zitta in archivio ad aspettare il suo turno. 
Mhhh, a pensarci bene è davvero tanto che non pubblico secondi
L’ultimo periodo è stato decisamente costellato di dolci. S’è mica capito che ho bisogno di coccole?!?!? No eh! 
E giusto per coerenza col mio NON essere carnivora, quale sarà oggi la proposta? Ecco…appunto! 
Ma se paradossalmente la tua cavia, tra le righe, reclama carne un fine settimana sì e l’altro quasi, bisogna pure che i criceti lavorino a trovare un giusto compromesso. 
E questo compromesso chiamasi POLPETTE ^__^ 
Veloci, sfiziose, comode da preparare in anticipo e tenere in freezer di scorta all’occorrenza, in formato polpetta anche Calimero cede più volentieri ad un piccolo assaggio e oggi che ne dite di un bell’abbraccio tra i mirtilli di fine estate e le mele del nuovo raccolto d’autunno? 
Dite che è un po’ azzardato? mhhh forse un pizzico folle lo è ma ormai dovreste essere abituati alle mie pazzie
E sapete che vi dico? La vera follia sarebbe non cedere all’insolita polpetta. 
I criceti ce l’hanno messa tutta a pensare la salsina giusta e stavolta hanno fatto BINGO
Ah, mi raccomando…pane in abbondanza!

 

Polpette in salsa alla senape con mele e mirtilli
 
Prep time

Cook time

Total time

 

Per 4 persone
Author:
Serves: 4

Ingredienti
  • – per le polpette
  • 250 gr di macinato magro di vitello
  • 250 gr di macinato magro di maiale
  • 2 cucchiai di fiocchi di patate
  • 1 uovo
  • latte q.b.
  • maggiorana
  • sale
  • pepe bianco
  • – inoltre
  • 2 mele (golden o renetta)
  • 100gr di mirtilli
  • 2 cucchiai di senape
  • 1 cucchiaio circa di miele
  • 2 cucchiaini di succo di limone
  • 1 scalogno piccolo
  • maggiorana
  • vino bianco olio evo
  • sale

Procedimento
  1. In una ciotola amalgamare insieme i due tipi di macinato, aggiungere i fiocchi di patate, l’uovo, la maggiorana tritata, un pizzico di sale e una macinata di pepe.
  2. Lasciar riposare per un po’ in modo che i fiocchi di patate si reidratino (e decidere di conseguenza se ammorbidire il composto con un goccio di latte o rassodarlo con un altro po’ di fiocchi) poi con il composto formare delle polpette più o meno delle dimensioni di un’albicocca.
  3. In una padella antiaderente far rosolare lo scalogno tritato finemente con un paio di cucchiai d’olio e qualche fogliolina di maggiorana tritata, aggiungere le polpette e lasciarle rosolare per un paio di minuti a fiamma vivace.
  4. Sfumare con un po’ di vino bianco (io sono “avversa” al vino ed ho usato un avanzo di succo di mela!) poi, quando sarà evaporato, aggiungere una tazzina d’acqua calda, una delle due mele, sbucciata e tagliata a spicchi, e proseguire la cottura (coperto) per una decina di minuti.
  5. Estrarre dalla padella le mele e frullarle con un frullatore ad immersione in un contenitore dai bordi alti, ottenendo un purè.
  6. Tenerlo da parte.
  7. Nel frattempo proseguire la cottura delle polpette ancora per una decina di minuti, aggiungendo a metà la seconda mela tagliata a dadi non troppo piccoli (non deve cuocere troppo ma solo diventare tenera) insieme al succo di limone.
  8. Regolare di sale.
  9. Togliere le polpette e i dadi di mela dalla padella e tenerli in caldo.
  10. Nel frattempo, stemperare nel fondo di cottura la senape con il miele e il purè di mele e lasciar ridurre leggermente.
  11. Rimettere nella padella le polpette con le mele, scaldare brevemente, aggiungere i mirtilli e servire subito.

Note
Io ho lasciato volontariamente i mirtilli “crudi”. In questo modo la salsa è rimasta di un color nocciola chiaro ed il gusto nel complesso più “aspretto”.
Lasciando cuocere i mirtilli, la salsa assumerà un colore violaceo ed il sapore diventerà più dolciastro. A voi la scelta.

Un abbraccio a tutti e buona settimana ^__^

 




Polpette con pesche e susine grigliate. Ma che PPP…!

 

So benissimo a cosa state pensando adesso! 
Quei … avrebbero una logica e naturale conclusione! E non vi nego che in parte ci avete anche indovinato. 
Voglio dire…se prendi 3 giorni di ferie (dico 3 GIORNI, NON 1 mese!!!) e durante quei 3 giorni ti chiamano 5 volte dal lavoro il minimo che ti scappa da esternare è “che “PPP***e!” 
Lo sapevo che avrei dovuto staccare il telefono, come quella volta che…ma poi mi lascio prendere dagli scrupoli e alla fine chi ci resta fregato è la sottoscritta! 
Però oggi con le PPP vorrei andare a parare da tutt’altra parte, spero molto più piacevole.
P…come Pesche, morbide e vellutate 
P…come Prugne, rosse e succose 
P…come Polpette, il debole di Poldo (ve lo ricordate l’amico sfaccendato di Braccio di Ferro?) ma anche della talpa; ancora più stuzzicanti nel formato mignon, il trucchetto spesso adottato dalla mamy per farmi mangiare la “ciccia” da piccola e non ^__^ 
Pesche – Prugne – Polpette…il mistero dell 3P
Dite che sono impazzita? 
Può essere, le ferie di tanto in tanto causano strani effetti!!!
Ma stavolta no, giuro! 
Confesso che quelle pesche grigliate nella pasta mi avevano conquistata parecchio e così, complice una certa pigrizia nel preparare la salsa di Pomodoro per la Pizzaiola, ho solo fatto 1+1+1…e mantenuto le 3P
E anche stavolta è calato a tavola un “religioso silenzio“!
Fosse che devo usare la frutta più spesso per zittire la talpa?!?!?

POLPETTE CON PESCHE E SUSINE GRIGLIATE
Tempo di preparazione       50 minuti
Tempo di cottura              30 minuti
Tempo passivo                 30 minuti
Porzioni                           5-6 persone 

Ingredienti per 4 persone
per le polpette
200 gr di macinato di vitello
• 200 gr di macinato di maiale
• 100 gr di ricotta ben sgocciolata
• 2 cucchiai di fiocchi di patate
• 1 uovo
• latte q.b.
• timo
• sale
• pepe bianco
inoltre
• 1 pesca grande
• 1 susina rossa grande (la mia era grande quanto la pesca!) o 2-3 se piccole
• timo
• olio evo
• sale
• pepe bianco

Procedimento
1. In una ciotola amalgamare i due tipi di macinato con la ricotta, aggiungere i fiocchi di patate, l’uovo, le foglioline di timo, un pizzico di sale e una macinata di pepe.
2. Lasciar riposare una mezz’oretta, durante la quale i fiocchi di patate avranno modo di rigonfiare e decidere di conseguenza se ammorbidire il composto con un goccio di latte o rassodarlo con un altro po’ di fiocchi.
3. Formare delle polpettine più o meno delle dimensioni di una noce e farle cuocerle coperte in una padella con un filo di olio, sfumando con un goccio di liquore alla pesca (in alternativa, grappa o semplicemente vino bianco secco).
4. Nel frattempo, tagliare a metà la pesca e la susina lavate, eliminare il nocciolo ed affettarle allo spessore di circa 1 cm, mettere le fettine in una ciotola con delle foglioline di timo, un cucchiaino d’olio, una macinata di pepe e mescolare delicatamente in modo che si insaporiscano.
5. Scaldare bene una piastra e grigliare velocemente le fettine di frutta fino a che saranno appena morbide.
6. Servirle come contorno alle polpette, caldo o tiepido.

Note
Le polpette si possono anche friggere e lasciar sgocciolare bene su carta assorbente da cucina.

 

Buona settimana a tutti, alla prossima…




Involtini di pollo con insalata e melone. Non tutto il bianco vien per nuocere!

Magari fosse “notte bianca”! Almeno qualche ora forse l’avrei impegnata in maniera costruttiva!
Parlo proprio di “notte…IN bianco” quella passata a girarti e rigirarti nel letto, con la vana speranza di cadere tra le braccia di Morfeo che…ahimè…dev’esser invece partito per le ferie giacchè di chiudere occhio neanche a parlarne. E non posso neanche dar colpa a caldo e zanzare, visto che fortunatamente la notte si respira e le odiose e ronzanti bestioline paiono aver concesso un armistizio. Finchè dura non si sa, ma finchè la và…! 
Ahi ahi…errore! Perchè in effetti una zanzarina ronzante c’è stata, LEI
Ancora non ci posso credere di essere tra le vincitrici del contest di Caris “Metti uno stilista a cena“. 
Ma allora a George è davvero piaciuta la mia crostata…buongustaio!
GRAZIE Caris e grazie mamma. Se non fosse stato per te che mi hai messo la pulce della maggiorana nell’orecchio, forse quel dolce non l’avrei mai fatto.
Quando il sonno latita, la mente cammina e i criceti girano…più del solito. 
E così mi sono ritrovata a pensare, oltre alla crostata vittoriosa, anche al giusto abbinamento per lui, mr melone, perchè ormai mi ci ero fissata e non avrei avuto pace finchè non l’avessi trovato! 
Il melone lo volevo salato ma col risotto avevo già dato! 
Ci sarebbe voluto un secondo ma leggero a tuttotondo!
E allora? 
Guarda un po’ che in soccorso arriva la mamy! Anche stavolta non si è risparmiata con le scorte ed io non mi sono scampata la fettina ma almeno, per mia salvezza, a questo giro è andata “in bianco” con un pollo ruspante, che per metà è finito cotto al sale a cena tutti insieme mentre il resto del petto…beh, almeno non ha dovuto stazionare in freezeer per 3 mesi! Non per questa volta! 
Non tutto il bianco vien per nuocere…o quasi!

INVOLTINI DI POLLO CON INSALATA E MELONE
Tempo di preparazione     30 minuti
Tempo di cottura             25 minuti
Tempo passivo                1 ora
Porzioni                          2 personeIngredienti
250 gr di petto di pollo a fettine sottili
• 60-70 gr di prosciutto crudo
• 2-3 fette di melone
• valeriana
• pinoli
• 1 limone non trattato
• 1-2 cucchiai di olio evo
• glassa di aceto balsamico
• fleur de sal

Procedimento
1. Appiattire le fettine di pollo con il batticarne, profumarle con della scorza grattugiata di limone, adagiare su ciascuna una fettina di prosciutto crudo, arrotolarle ad involtino e legarle con dello spago da cucina.
2. Avvolgere singolarmente gli involtini prima con della carta forno, poi con della stagnola e farli cuocere a vapore (o lessarli) per circa 20-25 minuti.
3. Lasciar intiepidire gli involtini, tagliarli a fettine di 1-1,5 cm e disporre queste ultime su un letto di valeriana insieme al melone a cubetti e ad una manciata di pinoli.
4. Condire con un filo d’olio, un pizzico di fleur de sal e completare con qualche goccia di aceto balsamico.
5. Servire fresco.

“Nivĕus in fundo” bianca come un lenzuolo…ma non di spavento…se non mi abbronzo un pochino dovrò sostituire il piccolo Calimero con un piccolo Casper!!! 
Un bacio e buona settimana a tutti.




Involtini ai radicchi di campo e Parmigiano. Eccel’abbiamo-fatta!!!

E che cavolo…ma vi pare possibile? 
Ehm, intanto buon lunedì! Passato bene il we? 
Dicevo…vi pare possibile spedire una raccomandata celere con la garanzia che arrivi l’indomani e trovarsela recapitata dopo 10 giorni? 
Ok va bene, l’avevo spedita di venerdì pomeriggio e non mi sarei mai sognata che arrivasse nemmeno per il lunedì successivo. Semmai per il martedì! 
Ma forse non avevo ben chiaro il significato di quel “successivo”! 
Dopo una settimana abbondante di improperi verso le Poste, finalmente stamattina…”bip bip”…sms…
Ciao Fede, i documenti sono appena arrivati. Un bacione, papà
…fiuuuuuù sospiro di sollievo! 
E per fortuna non c’era nessuna scadenza da rispettare altrimenti… 
Con tante di quelle fregature rimediate ormai sono al punto che se devo spedire qualcosa vengo assalita da un attacco di panico! 
Meglio che non pensi a che direzione hanno preso i pacchetti del contest e mi limiti ad incrociare le dita! 
Ma finalmente ce l’abbiamo fatta anche con le famose fettine della mamy! 
Dopo una “breve” vacanzina di solo tre mesi a -20°C, ho pensato che forse di fresco ne avevano preso abbastanza ed era giunto il momento di pensare a metterle in padella. Certo fosse stato per me, avrei tirato fino a fine anno con le altre due ma forse non era proprio l’ideale. 
Mhhh, ci voleva un “pronto soccorso talpa” immediato a cui, lo confesso, va almeno il 70% del merito smaltimento!
Ci voleva un’idea per come cucinarle e più i criceti si davano da fare più una parola si ripeteva insistente nella mia testa…INVOLTINO
Sì ma…con cosa? 
Non mi ero assolutamente organizzata e di certo non avrei fatto spesa di domenica mattina. L’intenzione però andava presa al volo, pena davvero altri sei mesi al freddo e gelo per quelle povere fettine! 
Ma siamo sicuri che il frigo non offra proprio niente niente per improvvisare? 
Chi lo sa…andiamo un po’ a vedere che c’è!!!

INVOLTINI AI RADICCHI DI CAMPO E PARMIGIANO
Tempo di preparazione     15 minuti
Tempo di cottura            15 minuti
Tempo passivo                –
Porzioni                         2 persone

 
Ingredienti per 2 persone
250 gr di fettine sottili di vitellone
• radicchi misti di campo
Parmigiano
• 1 spicchio d’aglio
• 1 limone non trattato
• limoncello
• 1-2 cucchiai di olio evo
• peperoncino
• sale

Procedimento
1. Appiattire le fettine con il batticarne e sistemare su ognuna qualche fogliolina d’insalata, delle scaglie di parmigiano e della scorza grattugiata di limone.
2. Arrotolare le fettine formando degli involtini e legarli con dello spago da cucina.
3. In una padella scaldare l’olio con lo spicchio d’aglio, aggiungere gli involtini e farli rosolare bene a fiamma viva.
4. Sfumare con un po’ di limoncello, regolare di sale, insaporire con una punta di peperoncino e proseguire la cottura per circa 10-15 minuti, rigirando gli involtini di tanto in tanto.
5. Servirli caldi accompagnando con della fresca insalata.

E così la talpa ha mangiato anche un po’ d’erbetta!
Bon appétit e buona settimana a tutti ^__^




Tacchino al pompelmo rosa, lime e miele. Solo due…

…e meno male solo due! Di cosci…di tacchino! Che avevate capito? 
Questo week end sono stata alle prese con un po’ di smaltimento scorte della mamy che a sorpresa (!!!), conoscendo tutta la passione carnivora della figlia (sottoscritta!!!), ha deciso che TRE fettine NON bastavano, ma giacchè c’era poteva infilarci anche DUE bei cosciotti di tacchino “nostrano”…perchè un’occasione così non capita tutti i giorni e va presa “al volo”…tanto per restare in tema di volatili! 
Però confesso che questa “fornitura” mi ha allettato molto più dell’altra perchè stimola meglio la mia fantasia. 
E’ proprio la fettina che mi suscita una specie di blocco con tanto di attacco di panico, forse a ricordo di quel 

dacci oggi la nostra carne quotidiana” 

incubo della mia infanzia. 
E con DUE bei cosciotti di tacchino in attesa in freezer del loro destino che si fa? 
Ok, si mettono in padella…ovvio! 
Ma come? 
E qui viene il divertimento!
Ve lo ricordate quest’esperimento a 4 mani
Bene! Prendendo spunto da lì e con DUE mani DUE…le mie…ci ho riprovato. 
Quella volta, dopo un lungo tira e molla, 

…rucola sì…
…mela no…
…sì allo zenzero…o forse no… 
…DIETROFRONT
…togli la rucola…
…aggiungi il pepe…

…alla fine fu la mela ad avere la meglio. 
Ma a me quella rucola col pompelmo era rimasta nella testa e visto che la cavia aveva confessato di prestarsi volentieri ad un bis-esperimento, quale migliore occasione per approfittarne? 
E ieri…RUCOLA FU!

TACCHINO AL POMPELMO ROSA, LIME E MIELE
Tempo di preparazione       15 minuti
Tempo di cottura              40 minuti
Tempo passivo                 1 ora
Porzioni                           2 persone

Ingredienti per 2 persone
2 cosci di tacchino da porzione (o 1 se gigante!)
• 1 pompelmi rosa + qualche spicchio
• 1 lime
• 1 cucchiaio di miele (io ho usato miele di limone)
• 1 scalogno
zenzero fresco
• rucola q.b.
• 1 cucchiaio di olio evo
• sale

Procedimento
1. Spremere il pompelmo ed il lime, filtrare il succo e usarlo per marinare i cosci di tacchino un’oretta.
2. In un tegame far rosolare leggermente lo scalogno tritato nell’olio insieme ad un po’ di zenzero grattugiato (in mancanza del fresco va bene anche quello in polvere), aggiungere i cosci di tacchino scolati dalla marinata e lasciarli colorire a fiamma vivace, rigirandoli.
3. Sfumare con parte della marinata, regolare di sale e proseguire la cottura per circa 30 minuti, coperto e a fiamma bassa, bagnando di tanto in tanto con il restante succo.
4. A circa ⅔ di cottura aggiungere il miele, dopo qualche minuto unire 3-4 spicchi di pompelmo pelati al vivo e tagliati a pezzetti.
5. Appena prima di spegnere il fuoco aggiungere anche la rucola spezzettata: dovrà solo appassire leggermente, senza cuocere.
6. Servire il tacchino irrorato dal fondo di cottura , accompagnato a piacere con una fresca insalata (o anche da riso pilaf per un ricco piatto unico).

Buon appetito! 
Prima di salutarvi vorrei ringraziarvi di cuore per la senseibilità dimostrata nel post precedente. Mi auguro con tutto il cuore che si possa ottenere qualcosa di concreto per cominciare a combattere sul serio una malattia che  uccide lo spirito, prima ancora del corpo. 
Un abbraccio a tutti e buona settimana. Alla prossima…